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LUGANO / NEWS

22.2.2026

LNA: Gara 1 vinta da Düdingen

Volley Düdingen - Volley Lugano 3:1 (25:17, 25:23; 22:25; 25:22)

Lugano perde 3-1 contro Volley Dudingen: equilibrio, rimpianti e un quarto set che pesa. Una gara dai due volti con un punteggio che racconta solo una parte di verità perché, tolto un primo set in cui Lugano non è praticamente entrato in campo, la partita si è giocata punto a punto, con scambi lunghi, difese spettacolari e un equilibrio che ha accompagnato gran parte dell’incontro. Il rammarico nasce proprio qui: quando la sfida si è accesa davvero, le bianconere hanno dimostrato di poter stare alla pari, ma nei playoff non basta stare in scia: serve colpire nei momenti chiave.

Il primo set è stato particolarmente difficile per le ticinesi: approccio timido, troppi errori, poca incisività in attacco. Sul 6-1, con già quattro errori all’attivo, Apo è costretto a fermare il gioco con un primo time out. La situazione però non cambia: gli errori aumentano e sul 10-3 arriva anche il secondo time out. Il muro non funziona, la regia fatica a trovare ritmo e si scivola rapidamente sul 15-9. Düdingen continua a spingere e trova il primo — e unico — errore del set solo sul 19-12. Un dato che racconta perfettamente l’andamento del parziale. Il set si chiude con un netto 25-17.

Dal secondo set in poi, però, la partita cambia. Lugano alza il livello difensivo, trova maggiore continuità e inizia a crederci. Gli errori diminuiscono e la squadra entra finalmente in partita, giocando punto a punto fino alle fasi decisive. Il parziale resta in equilibrio, ma nel momento chiave serve maggiore lucidità e concretezza. Noi optiamo per soluzioni morbide, pallonetti e colpi di gestione; Düdingen invece continua ad attaccare con decisione e determinazione. Determinante l’ingresso della terza banda, che dà nuova energia e cambia l’inerzia del set. In casa Lugano la regia fatica a trovare continuità e ordine, e nei punti che pesano davvero emerge la differenza: quando serve coraggio, personalità e sangue freddo, non riusciamo a imporci. Il set si chiude 25-23 per Düdingen, lasciando la sensazione di un’occasione mancata, ma anche di una squadra che, ha iniziato a combattere.

Il terzo set... una vera battaglia da playoff. Le padrone di casa partono meglio e trovano subito ritmo, toccando il massimo vantaggio sul 7-4. Lugano però resta lì. Sistema la difesa, sporca qualche pallone in più a muro e riesce a ricucire fino al 14 pari, pur continuando a faticare in fase offensiva. Da quel momento cambia l’inerzia. Lugano prende fiducia, alza l’intensità e costringe Düdingen al primo time out sul 17-14 e poi al secondo sul 22-16. Il controllo sembra saldo, ma un malinteso sul 23-19 riporta un po’ di tensione e permette alle avversarie di avvicinarsi. Apo ferma tutto sul 23-20 per riordinare le idee. Un muro di Rebecca vale il 24-20 e sembra chiudere i conti, ma Düdingen non molla e torna sotto fino al 24-22, costringendo Apo a un nuovo time out per gestire gli ultimi palloni. Alla fine è una palla vagante chiusa con determinazione da Marta a consegnare il set a Lugano: 25-22 e partita riaperta.

Il quarto set è equilibrato, combattuto, nervoso. Un set da playoff vero. Lugano rimane agganciato fino ai punti caldi, costruendo con pazienza e sacrificio. La difesa tiene, il muro tocca palloni importanti, ma quando si tratta di chiudere, di mettere a terra la palla del sorpasso o dell’aggancio decisivo, non arriva quella lucidità che serve per imporsi.

Guardiamo però il bicchiere mezzo pieno: se la partita si è giocata alla pari per tre set, significa che Düdingen è battibile: la serie è ancora viva. Riducendo gli errori gratuiti, attaccando con più coraggio e alzando l’intensità fin dal primo punto, Lugano può ribaltare l’inerzia. Nei playoff non vince sempre la squadra più forte. Vince quella che nei momenti decisivi non trema. La sensazione è che questa sfida abbia ancora molto da raccontare.

Vi aspettiamo a Gara 2 al Palamondo sabato 28 febbraio alle 19.00.

Forza ragazze!

Gianbattista, Antonio, Bruno, Piero, Renzo, Lucio, Franco, Mau e Dani